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martedì 5 giugno 2012

Disinformazione - prima parte

Sempre più oggi riceviamo informazioni, notizie in tempo quasi reale, immagini, video di ciò che è successo. Come possiamo capire quando le informazioni che ci arrivano sono attendibili, serie, verificate e precise? Come  possiamo essere sicuri che qualcuno non ci stia manipolando? C'è un sistema che possa essere utilizzato come campanello d'allarme?

È davvero difficile essere sicuri delle informazioni che riceviamo. Dobbiamo sempre e comunque metterci in qualche modo nelle mani di altri. Siamo quasi costretti (e a dire la verità mi sembra qualcosa di stupendo) a dare fiducia ad altri. Non potremmo vivere diversamente. Dobbiamo sempre affidarci.

Questo non significa che dobbiamo bendarci gli occhi e bere tutto quello che ci offrono. Possiamo fare una certa selezione, una critica a tutto quello che ci viene offerto e infine una scelta. Esiste un metodo utile?

lunedì 7 novembre 2011

Vincere l'indifferenza

"Sono molte le atrocità nel mondo e moltissimi i pericoli: ma di una cosa sono certo: il male peggiore è l'indifferenza". Sono le parole di Elie Wiesel, scrittore rumeno, sopravvissuto all'Olocausto e premio Nobel per la pace nel 1986. Un uomo che di azioni terribili ne ha viste, che ha subito direttamente e sperimentato fino a dove si può spingere la cattiveria dell'uomo... un uomo che davanti ad azioni crudeli e spietate, afferma che il male peggiore è l'indifferenza, non può che far pensare...

L'indifferenza opera potentemente nella storia, non è qualcosa di neutro come spesso si pensa. L'indifferenza ha una forza così distruttiva che non può lasciare indifferenti. Distrugge l'umanità, disintegra la persona da dentro, radicandosi in essa, per poi riflettersi nell'intera società, nelle persone che ci circondano. Per questo il drammaturgo irlandese George Bernard Shaw diceva che "Il peggior peccato contro i nostri simili non è l'odio, ma l'indifferenza: questa è l'essenza della disumanità".

Perché l'indifferenza è così tremenda e drammatica? Fin dal suo significato si palesa chiaramente la gravità che l'indifferenza stessa porta con sé. Per prima cosa ci possiamo riferire all'indifferente come a colui che non sa dividere: saper dividere, frammentare, scomporre in pezzi è l'operazione fondamentale per riconoscere i problemi e per poterli risolverli o almeno proporre una soluzione. Chi non sa dividere, l'indifferente, infatti, non è chi non vede i problemi, ma chi ne viene sommerso, chi sprofonda in essi, perché non è capace di vederne una soluzione, non sapendo dividere, non può intravedere alcuna speranza.

Sempre l'etimologia del termine ci dice che l'indifferente è chi non sa distribuire. Incredibile come questo significato riporta subito al senso di giustizia. Come già accennato qui, la giustizia segue un primario atto di attribuzione, ossia un riconoscimento dell'uomo di ciò che spetta a se stesso e all'altro, a prescindere da una legge positiva scritta, ma semplicemente per quella capacità dell'uomo di riconoscere un IO e un TU.

Il vero problema è che chi non riesce a riconoscere un TU, chi per esempio non riconosce come TU una persona con un problema fisico, con una malformazione, un bimbo appena nato e gravemente malato o, perfino, un bimbo che deve ancora nascere, non potrà veramente riconoscere e conoscere se stesso. C'è sempre bisogno di un TU per poter dire IO. Oggi, purtroppo, si sta estendendo sempre più questo non-TU e sempre più persone non vengono riconosciute come tali. Dall'altra parte, si da del TU a cose e ad animali e questo ci fa diventare ancora più indifferenti...

L'indifferente riduce a nulla l'altro, non riconosce la persona in quanto tale, non potrà mai essere nella giustizia perché non riesce a vedere l'altro. Ritornando all'inizio del post e ricordando l'Olocausto abbiamo ben chiaro a cosa possa portare il ridurre l'altro a nulla. Significa rubargli tutto, uccidere e, soprattutto, lasciar uccidere e lasciar morire...

Sembra quasi impossibile, ma ciò che stiamo sperimentando oggi è un'indifferenza così estrema che arriva a superare perfino l'amore per se stessi. C'è infatti chi diventa perfino indifferente di fronte alla propria immagine. Non si riconosce più, non ha la capacità di dividere e riconoscere le proprie qualità, non riesce a vedere in se stesso qualcosa di buono, non riesce ad attribuirsi nemmeno una qualità positiva. C'è chi diventa così indifferente alla propria immagine che nemmeno davanti ad uno specchio può riconoscersi grasso o magro. L'indifferenza verso la propria immagine è l'arma più letale che possa esistere, perché significa decide di uccidersi; nessuno fa qualcosa contro di te, ma sei tu stesso che metti a rischio la tua vita nella piena indifferenza.

Nessuno può accontentarsi di essere un semplice spettatore della propria vita. Dobbiamo imparare a vedere e riconoscere la realtà, bisogna essere in grado di dividerla e trovare le giuste soluzioni, solo così possiamo essere davvero in grado di distribuire ad ognuno il suo, a cominciare da noi stessi.

Come si può combattere l'indifferenza? Ci sono tantissimi modi, proprio perché tutte quelle azioni rivolte verso qualcosa di buono, rivolte a fare il bene, dirette a qualcosa di positivo sono molteplici e sono tutti ottimi sistemi per vincere e combattere questo terribile male della nostra società.

Alcune forme per vincere l'indifferenza possono essere:

ATTENZIONE: è sicuramente un primo metodo che possiamo applicare per essere sicuri di non cadere mai nell'indifferenza. Essere attenti, non ha solo il significato di concentrazione, ma indica quella persona capace di accorgersi delle necessità degli altri, colui che riconosce le proprie necessità, che sa prestare appunto attenzione ai proprio bisogni e a quelli di chi lo circonda.

SIMPATIA: non è semplicemente qualcosa che ha a che fare con un bel sorriso e qualche battuta spiritosa. Caratterizza, infatti, la persona che è attratta dalla conoscenza, dal sapere, che vuole veramente conoscere la verità e lotta giorno dopo giorno per potersi avvicinare al vero. Non rappresenta chi si ritiene arrivato, superiore agli altri, ma colui che sa di essere una persona speciale, che conosce il valore della vita e l'unicità di ogni singola persona e per questo riesce a entrare in comunicazione con gli altri. Riesce a provare quella "simpatia", quella "tensione emotiva verso..." che la tiene sempre lontana dal distacco vero e proprio, ma costantemente vicina agli altri. È sempre coinvolto dagli altri e dalla vita e per questo viene detta "una persona simpatica".

RACCONTO: ti sembrerà strano, ma un ottimo esercizio per combattere l'indifferenza è provare a raccontare qualcosa. L'indifferente non sa raccontare, perché non si accorge, non vede. Per poter raccontare, invece, bisogna sciacquarsi un bel po' gli occhi, utilizzare un collirio illuminante, che ci permetta di vedere i diversi colori della realtà, le più sottili sfumature. Chi sa raccontare, non è mai indifferente. Il racconto ha però una caratteristica: è spontaneo, non è una storia preparata, ma è un'affascinante rappresentazione della vita, delle sue molteplici sfaccettature, di un singolo elemento od oggetto che viene reso così speciale solo da chi veramente ne sa vedere, apprezzare e descrivere i dettagli.

MATEMATICA: proprio perché devi imparare a dividere, a risolvere, a capire diverse strade e percorsi che ti fanno intuire che c'è sempre una soluzione e quindi una speranza.

VALORI: chi vive nell'indifferenza non sa riconoscere i valori, non sa distinguerli uno dall'altro, non sa decidere una vera gerarchia, vive nell'eterna confusione di quale possa essere il valore più importante e così non sa mai dove indirizzare la propria vita. L'uomo che vive senza i valori su cui si fonda il proprio essere, sarà sempre in balia del drammatico vento dell'indifferenza, vivrà come colui che non guarda il mondo pur avendo gli occhi aperti. 

Riscoprire i valori e saperli vivere è il modo più bello di combattere efficacemente l'indifferenza!

mercoledì 5 ottobre 2011

Come sviluppare l'attenzione?

In questi giorni, ormai quasi tutti i giovani hanno ripreso le lezioni, sia essi al liceo sia all'università, e  una delle parole più citate  è "attenzione". Ogni studente che si appresta a seguire una lezione, sia essa teorica, sia pratica, dovrà vedersela con l'attenzione, ossia quell'interesse e tensione mentale che si sviluppa in un individuo.

L'uomo è sempre attento. È sempre orientato verso sollecitazioni interne o esterne. Anche quando dormiamo abbiamo una certa attenzione, sia interna sia esterna, infatti un rumore troppo forte, un movimento improvviso ci può svegliare. Non siamo mai isolati dal mondo esterno e anche ne caso che si potesse creare questa sorta di isolamento, ci sarebbe sempre il nostro mondo interno a farsi avanti.

Molto spesso è questo nostro "mondo interno" a richiamarci, a richiedere la nostra attenzione. Quante volte ti è capitato infatti di distrarti, non perché la tua attenzione era rivolta ad altro di esterno a te, ma perché stavi pensando a te stesso, a ciò che dovevi fare dopo, ai tuoi progetti, agli appuntamenti del giorno dopo... quante volte questa sorta di "dialogo interno" ti ha distratto?

Questo tipo di attenzione è quella suscitata da stimoli esterni o interni. Possiamo però anche comandare la nostra attenzione, dirigendoci verso ciò che ci interessa con un impiego della nostra volontà. Possiamo rivolgere la nostra forza mentale su un soggetto od oggetto per seguirlo, memorizzarlo e ricordarlo.

Quali sono i principi dell'attenzione?

1) Prima di tutto il nostro personale coinvolgimento. L'impatto emotivo, svolge un ruolo importante, nella nostra attenzione. (1), (2), (3).

2) Fare molta attenzione alla prima impressione. Questo principio segue molto il motto "la prima impressione è quello che conta", ma in questo caso dobbiamo pensarla in maniera un pochino diversa. Quando ti rivolgi a qualcosa di nuovo per la prima volta, devi sforzarti di rivolgere ad essa la massima impressione. Devi cercare di focalizzare e registrare nel miglior modo possibile la prima impressione. Questa infatti sarà la base per tutte le impressioni successive riguardo a questo determinato elemento. È come dire che ogni cosa nuova è fondamentale!

3) Non avere troppa fretta. Molto spesso, chi ha capito bene il punto numero 2, cade in un grosso errore. Quello stesso errore di chi davanti a qualcosa di buono, lo divora in un batter d'occhio, cercando subito di afferrare tutti i vari gusti e sapori che il piatto contiene.
Bisogna evitare di voler capire tutto subito, soprattutto perché sarebbe un enorme dispendio di energia inutile e non necessario. È molto meglio cercare di cogliere i punti principali e poi nelle fasi successive, nelle eventuali ripetizioni, si potranno aggiungere i dettagli. Quindi è importante concentrare la nostra attenzione sul generale e solo dopo al particolare. Sarebbe stupido pretendere di capire, nella lettura di un testo, subito i dettagli, senza capire di che cosa si sta parlando; altrettanto inutile sarebbe leggere per prime le cose difficili e poi quelle facili. Non si può infatti correre se non si sa nemmeno stare in piedi.

P.S. questo punto 3 è probabilmente il più difficile, perché richiedere di riuscire a rispondere a domande tipo queste: quali sono i principi che stanno dietro a tutto questo? Qual è il punto di partenza, il cuore del problema, l'elemento essenziale al quale il resto si collega?
Per esempio: in una lezione sapresti individuare il tema portante e i dettagli, o come spesso capita, tutto ti appare subito importantissimo?

4) Fai diventare la prima impressione un'idea martellante. Ti è mai capitato di avere quelle giornate nelle quali il tuo pensiero, la tua attenzione, si rivolge quasi esclusivamente ad un elemento esclusivo... di avere il così chiamato pensiero fisso? Quando succede questo, il problema è che si "guarda" sempre lo stesso punto. Come se per giorni e giorni fissassimo un oggetto. Ciò che invece si dovrebbe fare è questo: 
A) Guardare per la prima volta l'oggetto e cogliere, al massimo possibile delle nostre capacità, la prima impressione. B) Cercare di ricordare mentalmente e, magari, riprodurlo graficamente con un disegno ciò che abbiamo colto. C) Le volte successive dovresti rivolgere l'attenzione solamente sulle parti tralasciate nella prima impressione.
Questo è un ottimo metodo anche per studiare, soprattutto per le fasi del ripasso. Spezzetta il tuo ripasso in questo modo: la prima volta solo la visione generale del discorso, poi solo i dettagli e ad ogni ripasso aggiungi solo altri dettagli, senza ripetere nuovamente il tutto.

5) Immagina di giocare al gioco dei simili. Quando cioè sei al punto 1, alla fase di immagazzinamento della prima impressione, prova a cercare nei tuoi ricordi un'impressione simile, che ti permetta di stabilire una connessione, un legame con qualcosa che già ti appartiene. Che cosa di ciò che già conosco ha più elementi in comune a questa determinata nuova situazione? Questa domanda ti aiuterà in tutti gli altri punti ed è fondamentale per il punto 4.

6) Ultimo principio (almeno per ora). Cerca di cambiare la tipologia di attenzione o impressione. Come? Semplicemente così: se la tua attenzione è rivolta a un'immagina (attenzione visiva), cerca di rendere l'immagine una storia, di descriverla come se fosse un racconto (attenzione uditiva); e viceversa. 
Saresti anche capace di renderla una tipologia astratta? Molto più facile è fare di un'impressione astratta, una visiva o dare a questo qualcosa di astratto un suono... Il contrario, non è così immediato... e se hai capito bene dove concentrare la tua attenzione, saprai bene che non dovrai concentrarti su questo dettaglio all'inizio... ma solamente quando avrai sviluppato tutti gli altri punti! ;-)

Se ti piace questo argomento, potresti trovare interessante e volerti concentrare in questi due post: Esami di maturità: 8 consigli per la memoria e Maturità? Qualche consiglio per gli orali.

martedì 21 giugno 2011

Esami di maturità: 8 consigli per la memoria

È ormai iniziato il tototema, tutti in questi giorni parlano di maturità, di esami che si stanno avvicinando, anche coloro che non sono direttamente coinvolti, sono bombardati di notizie sull'esame di maturità.

Chi c'è già passato, ricorda le emozioni di quei giorni; chi ci deve ancora passare e gli mancano ancora alcuni anni, inizia magari a preoccuparsi... c'è poi chi (e ho diversi amici in questa situazione) è già pronto sulla linea di partenza e domani inizierà lo sprint finale verso la maturità.

La preoccupazione maggiore è "Come farò a ricordare tutte queste informazioni?" oppure "Quali sono le cose più importanti di queste pagine tutte evidenziate con mille colorini diversi?"... "Cosa succederà davanti alla commissione se come al solito rimarrà quella parolina sulla punta della lingua?"

Trattando di giovani e valori, non si può certo dimenticare il valore così importante dell'educazione, della formazione e della memoria. Apprendere è qualcosa di meraviglioso, lo studio è qualcosa di noioso.

Sei d'accordo? Allora smetti di studiare e inizia ad apprendere! Cambia atteggiamento e il tuo rendimento migliorerà prima che tu te ne accorga.

Comunque, visto che in questi giorni (se sei tra i "fortunati" maturandi) non hai molto tempo da dedicare ad altro, passiamo subito a qualche suggerimento, che potrà servirti da subito e per molto tempo ;-)

1) Scopri subito i tuoi canali preferiti d'accesso: ogni persona possiede potenzialità di comprensione diverse in base agli stimoli che preferisce ricevere. Ci sono persone prevalentemente visive, altre auditive e altre ancora cinestesiche. Prova a capire dove ti trovi pensando a quando riesci a memorizzare di più: quando ripeti ad alta voce o ascolti qualcuno; quando vedi delle immagini o sei uno di quelli che si ricorda che quella determinata informazione era proprio in alto a destra di quella pagina? Una volta capito questo, potrai scegliere la tecnica migliore per te!

2) Ascolta musica prima di metterti a studiare! È vero, la musica aiuta la concentrazione. Molte volte la difficoltà maggiore è proprio il fatto di ritrovarsi dopo aver letto 10 righe a dire "Ah, stavo leggendo???". Prima di metterti a studiare, prova ad ascoltare a basso volume per alcuni minuti della musica sinfonica (dicono che Mozart sia il top del top per trovare la giusta concentrazione ed attenzione).

3) Inizia lo studio facendoti delle domande. È la cosa fondamentale. Stimola l'attenzione e ti aiuta a ricordare di più quello che poi studierai. Prima di buttarti sui libri o sugli appunti, prenditi un minuto per ripassare mentalmente, in grande velocità ,quello che ti ricordi: date, luoghi, che cosa si deve dire di quel filosofo, cosa ha dipinto quell'artista, quando e come si applica una formula... Non preoccuparti di sbagliare, anzi se in questa fase commetterai degli errori, vedrai che quando andrai a vedere nel testo, queste informazioni sbagliate saranno quelle che ricorderai più a lungo! In qualche caso gli errori ci facilitano le cose... ;-)

4) Fai pause. Non restare sui libri quando non serve. Non sprecare il già poco tempo che hai. Il nostro cervello può restare concentrato per un tempo che va dai 20 ai 40 minuti circa. Prova allora ad applicare questo orario: 5 minuti per quello che abbiamo detto sopra (preparazione: musica e domande); 40 minuti di apprendimento; 5 minuti di pausa. E poi si ricomincia il ciclo! Così potrai andare avanti per molto tempo e con una concentrazione sempre alle stelle.

5) Aria, movimento, acqua e sonno! 4 elementi indispensabili in questi giorni di intenso studio. Sfrutta le pause di studio per alzarti dalla sedia e fare due passi, apri la finestra e prendi qualche bel respiro a pieni polmoni, lasciati riscaldare dal sole, bevi dell'acqua fresca per dare una sferzata al tuo metabolismo e alla tue cellule...

6) Sfrutta la tua creatività e immaginazione. Uno dei sistemi più potenti per memorizzare è quello di utilizzare le immagini e di legarle a qualcosa di conosciuto. Questo rende anche l'apprendimento divertente. Per esempio, hai mai pensato di memorizzare alcune informazioni sul tuo insegnante? Sarà la persona che ti troverai davanti nel momento dell'esame. Se mentre studi provi a immaginare il tuo professore con attaccati tanti post-it, tante immagini, in diverse parti del corpo, sono sicuro che ti divertirai e riuscirai più facilmente a ricordare le informazioni, magari facendo anche qualche buffo sorrisetto, mentre ricordi che cosa aveva attaccato al naso...

7) Coinvolgi tutto te stesso nello studio. Soprattutto le tue emozioni. Lo sai benissimo anche tu che ciò che ti ha emozionato in modo particolare, lo ricordi molto di più.
Dall'altra parte è molto importante riuscire a controllare le emozioni. Di questo però ne abbiamo già parlato (1), (2), (3).

8) Ultimo suggerimento: visualizza il tuo esame. La notte prima quando vai a letto, chiudi gli occhi e inizia a immaginarti l'esame. Cerca di vedere tutti i particolari, il tuo banco, i professori che conosci, quelli che ti danno più sicurezza... cerca di vedere con degli occhiali speciali, quelli dell'ottimista. Immagina che appena ti consegnano i fogli, inizia a scrivere con rapidità, senza indugio e sei così tranquillo e contento di sapere bene quello che ti hanno chiesto. Prova ad immaginare questa sensazione di sicurezza. Lo stesso prova a farlo prima dell'orale. È straordinario quanto serve (io lo faccio sempre e mi aiuta tantissimo... soprattutto ad addormentarmi) ;-)

Solo otto consigli, ma che ti aiuteranno per tutta la vita, all'infinito (ogni corrispondenza tra 8 e infinito è puramente casuale) ;-)

BUONO STUDIO... AH NO, BUON APPRENDIMENTO!!!