Eccoci qui, come promesso, con la seconda parte del post sulla disinformazione. Ieri, abbiamo visto insieme le prime 5 regole di Chomsky, ora vediamo di arrivare fino alla fine, ossia fino alla regola numero 10.
Quando Cosmo dice a Bishop, nel film I signori della truffa: "C'è una guerra là fuori, amico mio. Una guerra mondiale. E non ha la minima importanza chi ha più pallottole, ha importanza chi controlla le informazioni. Ciò che si vede, si sente, come lavoriamo, cosa pensiamo, si basa tutto sull'informazione!" ha perfettamente ragione. Chi controlla l'informazione ha una forza enorme.
Il singolo stesso, il semplice individuo, in possesso delle informazioni, si rivela pericoloso, inizia ad avere idee proprie, intuizioni geniali che prima nessuno aveva avuto, arriva perfino a poter fare un'analisi critica non solo della sua condizione specifica, ma della più vasta situazione generale, sociale e mondiale.
Un vero pericolo, da sedare e tenere a bada. Come? Possedendo le informazioni? Avendone il controllo? Certo, soprattutto utilizzando i metodi della disinformazione e seguendo le seguenti regole:

