mercoledì 20 giugno 2012

Maturità 2012: iniziano gli scritti

Il tema è stato tratto! È ormai diventato realtà l'esame di maturità di quest'anno. 500mila studenti questa mattina hanno affrontato la prima prova. Lì seduti su una sedia, una delle solite, conosciute ormai da 5 anni (per i più fortunati), con davanti, sopra il banco (anch'esso ormai amico), alcuni fogli da riempire con l'inchiostro della propria penna. 

Già, la penna... chissà in quanti avranno preso una penna nuova per l'occasione, quanti invece avranno portato la loro preferita, quella con cui si scrive meglio e più velocemente, quella che dopo ore non dà quei fastidiosi problemi alla mano, o peggio a tutto il braccio.

Il problema della scelta della penna però è il più banale, ben altri sono i macigni che hanno dovuto affrontare gli studenti questa mattina.

martedì 19 giugno 2012

Forum della meritocrazia

È appena iniziato il Convegno della prima Giornata della Meritocrazia che si potrebbe riassumere con le 3E del titolo: "equità, efficienza, emergenza". L'appuntamento promosso dal Forum della meritocrazia si è aperto alle ore 11 a Roma nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, visto che è anche in collaborazione con la Camera dei Deputati.

Si inaugura così la Giornata della Meritocrazia per tutti coloro che credono che il cambio di passo è possibile, che la Rivoluzione del Merito si può fare anche oggi e anche in Italia. In molti dicono "dobbiamo andare via dall'Italia", "non c'è futuro qui", "dobbiamo iscrivere i nostri figli alle scuole straniere".

La meritocrazia è un grande valore da perseguire e da trasmettere sempre di più.

venerdì 15 giugno 2012

Maturità 2012

È partito il conto alla rovescia. Ormai si inizia a fare il totoscommesse per il tema di maturità: D'Annunzio, Pascoli e Levi sembrano gli autori più probabili; per gli altri temi potrebbero spuntare la crisi legata all'euro; il tema femminile legato alle violenze o alla questione delle pari opportunità; i giovani e il lavoro; il sisma...

Quest'anno si può davvero parlare di "Maturità digitale", perché le tracce delle prove scritte arriveranno direttamente via web, attraverso una sorta di "plico telematico". Controlli massicci, carabinieri che circondano un'area, ormai militarizzata, dove si può accedere sono con uno specifico pass. 

A molti studenti farà strano sapere che le 2 prime prove scritte sono già pronte, archiviate in un computer "inaccessibile". Sparite le buste consegnate dai carabinieri, quest'anno le prove scritte (i temi e le seconde prove) arriveranno direttamente via web. Stai già pensando agli hacker?

mercoledì 6 giugno 2012

Disinformazione - seconda parte

Eccoci qui, come promesso, con la seconda parte del post sulla disinformazione. Ieri, abbiamo visto insieme le prime 5 regole di Chomskyora vediamo di arrivare fino alla fine, ossia fino alla regola numero 10.

Quando Cosmo dice a Bishop, nel film I signori della truffa: "C'è una guerra là fuori, amico mio. Una guerra mondiale. E non ha la minima importanza chi ha più pallottole, ha importanza chi controlla le informazioni. Ciò che si vede, si sente, come lavoriamo, cosa pensiamo, si basa tutto sull'informazione!" ha perfettamente ragione. Chi controlla l'informazione ha una forza enorme. 

Il singolo stesso, il semplice individuo, in possesso delle informazioni, si rivela pericoloso, inizia ad avere idee proprie, intuizioni geniali che prima nessuno aveva avuto, arriva perfino a poter fare un'analisi critica non solo della sua condizione specifica, ma della più vasta situazione generale, sociale e mondiale.

Un vero pericolo, da sedare e tenere a bada. Come? Possedendo le informazioni? Avendone il controllo? Certo, soprattutto utilizzando i metodi della disinformazione e seguendo le seguenti regole:

martedì 5 giugno 2012

Disinformazione - prima parte

Sempre più oggi riceviamo informazioni, notizie in tempo quasi reale, immagini, video di ciò che è successo. Come possiamo capire quando le informazioni che ci arrivano sono attendibili, serie, verificate e precise? Come  possiamo essere sicuri che qualcuno non ci stia manipolando? C'è un sistema che possa essere utilizzato come campanello d'allarme?

È davvero difficile essere sicuri delle informazioni che riceviamo. Dobbiamo sempre e comunque metterci in qualche modo nelle mani di altri. Siamo quasi costretti (e a dire la verità mi sembra qualcosa di stupendo) a dare fiducia ad altri. Non potremmo vivere diversamente. Dobbiamo sempre affidarci.

Questo non significa che dobbiamo bendarci gli occhi e bere tutto quello che ci offrono. Possiamo fare una certa selezione, una critica a tutto quello che ci viene offerto e infine una scelta. Esiste un metodo utile?

giovedì 31 maggio 2012

Consapevolezza di sé

René Magritte - La condizione umana - 1935
Che cosa significa avere consapevolezza di sé? Ci sono diversi modi di intendere questo concetto, perché non è semplice dare una definizione unitaria e universale di ciò che intendiamo per consapevolezza. Alcuni parlano di autoconsapevolezza, altri di consapevolezza interna ed esterna, altri ancora di tutto questo e qualcosa in più...

Se volessimo semplificare al massimo, senza entrare in distinzioni e suddivisioni particolari, potremmo parlare di consapevolezza come l'avere coscienza di qualcosa, il rendersi conto di qualcosa che c'è. La consapevolezza di sé quindi si può intendere come il rendersi conto di se stessi.

Ma che difficoltà c'è in questo? Quanto ci vuole a rendersi conto che si esiste? Come si fa a non avere coscienza di sé?

Sembra davvero facile. Eppure viviamo immersi nella grande problematica dell'autostima, circondati da persone, in modo particolare giovani, che considerano se stessi meno di un calzino sporco, che si butterebbero nel cestino da sole se solo avessero la forza per farlo.

L'autostima parte proprio dalla consapevolezza di se stessi e non intesa come il semplice rendersi conto che si esiste e si è vivi, ma sentirsi, conoscersi, entrarsi dentro per capirsi ed accettarsi. Per far questo si devono considerare alcuni aspetti.

mercoledì 30 maggio 2012

Tutto è competizione!


Molte volte oggi assistiamo all'instaurarsi di alcuni dogmi sociali e culturali che si impongono nella gente, soprattutto nei giovani, attraverso il pensiero di alcuni. Uno di questi si può tradurre con queste tre parole "Tutto è competizione!".

In questi giorni, i vari episodi drammatici che sono avvenuti nella nostra Italia, ci possono far riflettere su cosa ci sia di vero in questo moderno imperativo: "Tutto è competizione!".

Il ragionamento è molto ampio e molto complesso, c'è chi ci dice ogni giorno che dobbiamo lottare tra uomini per ogni cosa; per tutto dobbiamo competere (per un tetto, per il pranzo e la cena, per la carriera, per la famiglia, per i figli, per riprodurci...). Competere, lottare, usare la forza per sopravvivere!

È naturale pensare questo, "fa parte della nostra natura", dicono in molti. Dopotutto, gli animali sembrano comportarsi così, la legge della savana è questa "corri per non essere mangiato", "mangia senza essere mangiato", "lotta per conquistarti un ambiente adatto", "crea alleanze per poter vivere".

Semplice, chiaro e visibile. Allora che fare?