lunedì 18 luglio 2011

Vincere la tristezza

(Questo post l'ho iniziato a scrivere oggi pomeriggio - lunedì - (...) poi il computer ha iniziato a fare qualche dispettuccio, così ho dovuto post-icipare la stesura completa...). Qualcuno direbbe che peccato, che disdetta, che tristezza... non dopo aver letto qui sotto! ;-)

Continuiamo le puntate del lunedì, dedicate al controllo delle emozioni: oggi parliamo della tristezza.
Lunedì 27 giugno hai imparato come dominare l'ira e la rabbia; l'11 luglio, invece, hai capito come poter affrontare la paura... oggi cerchiamo di capire insieme come poter vincere la tristezza.

Che cosa è la tristezza? Perché alcune persone sembrano sempre tristi? Perché altre lo diventano in seguito ad un qualsiasi evento negativo? Perché alcuni cadono in una tristezza così profonda dalla quale non riescono più a risalire gli abissi e si ammalano?

Da che cosa dipende la tristezza? Quali sono le cause più frequenti? Quali sono i rimedi per vincerla?

Rispondiamo alla prima domanda: la tristezza è un'emozione che deriva dall'idea di aver perso qualcosa, di non poter più raggiungere la felicità, dal pensiero del fallimento, di una vita senza speranza...

"Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore" diceva Lucio Battisti in una sua canzone. È proprio questo uno dei problemi della tristezza: che ci penetra senza far rumore o meglio diventa una grande cella di isolamento dove ci chiudiamo, perché in noi prevale l'egoismo.

La tristezza ha due caratteri di riconoscimento, due manifestazioni tipiche: ritarda e paralizza. Chi è triste e avvilito si muove lentamente, le sue idee non sono rapide e scattanti, sono annebbiate da una nuvola scura. Non si ha voglia...

Quando siamo tristi vediamo solo noi stessi, ci chiudiamo agli altri e quando ci capita di parlare con qualcuno lo facciamo per sottolineare la nostra sofferenza e la nostra impossibilità ad uscirne.

Il grado di tristezza è proporzionale a ciò che abbiamo perso, o meglio, a quanto più importante era per noi quella cosa, al valore che le davamo e ancora le diamo. Molte volte è su questo punto che ti devi concentrare per uscire da questo stato grigio, cercando di analizzare la reale importanza di ciò che non hai più.

È davvero la cosa più preziosa che esista? Sei sicuro al 100% che senza non potrai mai più essere felice? E' una perdita totale e irreparabile?

Già con queste domande potrai capire meglio quanta verità c'è nel tuo atteggiamento. Chiediti una cosa: sono triste o sono egoista?

Esistono diverse cause di tristezza: essere troppo perfezionisti; essere dei veri pessimisti; vivere nel negativismo (diventerete quelle persone che sempre parlano male degli uomini... dimenticandovi che state parlando principalmente di voi stessi, a meno che non siate dei gibboni); voler passare sempre da vittima agli occhi altrui, per farsi compiacere; dover sentirsi sempre apprezzati; voler negare ed avere estrema paura della sofferenza...

C'è poi una causa caratteriologica, una sorta di predisposizione alle idee tristi e agli atteggiamenti pieni di sconforto: la malinconia. Quella sorta di "gioia di sentirsi tristi" come la chiamava Victor Hugo. Quell'atteggiamento di fondo che ti fa vivere in modo passivo, non ti fa prendere delle decisioni concrete e importanti, non ti permette di essere propositivo (nessuna iniziativa, perché sei paralizzato).

Vediamo alcuni rimedi a questo atteggiamento di fondo, che ti aiuteranno a superare la tristezza:

1) Prova a farti le domande che abbiamo detto sopra.... quelle che hai già letto.

2) Cerca di vivere con realismo e semplicità. Non essere troppo esigente con te stesso, cerca di imparare a provare soddisfazione nelle piccole cose, nei gesti quotidiani.

3) Impara ad amare quello che fai: il tuo studio, il tuo lavoro... Non farlo solo perché si deve. Puoi veramente appassionarti e rendere unico e speciale ogni mestiere.

4) Circondati di persone solari, ottimiste, soddisfatte e contente della propria vita e che ti aiutino a vivere emozioni positive tutto il giorno.

5) Sorridi, sorridi e sorridi. È un rimedio che propongo spesso, proprio perché è il più efficace e non costa nulla (solo lo sforzo di muovere alcuni muscoli, che sono comunque meno di quelli che azioni quando hai l'aria triste e afflitta)! Non devi sorridere senza motivo, come un pazzo o un imbecille... Devi avere il coraggio di sorridere, devi goderti le occasioni per sorridere, per tutte le cose belle che ci sono nel mondo, per i doni che ti sono stati dati.

Sorridere è un modo per aprire una breccia nel viso e chiuderla nel cuore!

6) Cerca di trovare i veri valori della vita, quelli che ti possono aiutare a crescere e a diventare una persona migliore ogni giorno.
La cosa che a volte mi rende triste, è la consapevolezza che oggi molti giovani, e non solo, vivono in una tristezza esistenziale, un vuoto, hanno perso la cosa più importante: il senso della loro vita, la bussola che gli può indicare la direzione per vivere pienamente.

Cerchiamo di far si che la bussola di tutti spinga sempre nella giusta direzione, verso quel polo magnetico rappresentato dai valori positivi!

domenica 17 luglio 2011

Harry Potter: realtà, amicizia e coraggio

Per questo post serve una grande premessa: devo ammettere che la voglia di scrivere qualcosa su Harry Potter è molto forte, d'altro canto penso che sia difficile rendere giustizia a questa incredibile storia che ha accompagnato nella propria crescita tantissimi giovani.

Altre due precisazioni:
1) Non voglio spiegarti Harry Potter, non ho la pretesa di aver compreso fino in fondo questa storia, il messaggio dell'autrice Joanne Rowling... quindi troverai solo alcune semplici riflessioni personali, una risposta "breve e non completa" alla domanda "Cosa ti ha colpito di questa saga?".
2) Non voglio anticipare parti importanti a chi ancora non ha letto l'ultimo libro o non ha visto l'ottavo film. Questo è quello che più temo di non riuscire a fare. Ho pensato che in alcuni parti, se scrivo senza dire a chi mi riferisco, potrò essere capito dai veri fan di Harry, senza anticipare nulla a chi ancora deve scoprire il gran finale di questa storia...

Ecco una parte di quello che Harry Potter mi ha lasciato (soprattutto i libri devo dire, anche se li ho letti in poco tempo)...

H) L'idea di crescita personale, costante e graduale. Ogni ragazzo, uomo, donna, cresce ogni giorno e cambia in profondità senza accorgersene. Questo cambiamento succede in modo particolare durante una fase delicata della vita di ognuno di noi: l'adolescenza. Per questo trovo che sia stato importantissimo intercettare le necessità di molti giovani con una saga come questa. I personaggi (quasi tutti oserei dire) crescono, maturano, imparano dai propri errori, passo dopo passo. Anche se vivono circondati dalla magia, la loro vita è così naturale e reale che permette di immedesimarsi in loro.
Nessuno, per esempio, cambia sé stesso con un colpo di bacchetta; nessuno trova il coraggio dentro di sé operando un semplice incantesimo. Tutti i personaggi crescono col tempo e con realtà.

A) La realtà è il secondo elemento che mi ha fatto apprezzare questi libri. Non si parla di magia come in tanti altri fantasy. L'arte magica è contornata da elementi della vita di tutti i giorni. Proprio perché nella vita di ognuno di noi c'è gioia e sofferenza, amicizia e tradimento... inaspettati amori e fidati amici che ci proteggono senza farsi notare...
Un libro che accompagna ogni giovane nella propria crescita (come ho detto al punto A).
Un libro che pur costellato da pozioni, magie, bacchette magiche, è probabilmente uno dei più reali che si possano trovare in circolazione, perché parla della vita... delle singole sconfitte, del sacrificio quotidiano, della lealtà e del tradimento, del coraggio e della determinazione, dell'onestà e dell'amicizia, dell'amore e del perdono... di valori.
È una storia che parla di autenticità e non nasconde una grande realtà con la quale tutti noi dobbiamo fare i conti: la morte! Straordinaria la domanda di Harry "Fa male?" (che mi pare una domanda molto condivisibile e profonda...). Da meditare...

R) È possibile diventare un leader, anche se si è impacciati, timidi e maldestri... Uno dei personaggi che subisce un'incredibile maturazione è Neville. Dimostra coraggio, determinazione. È sicuro, prende confidenza con sé stesso, quando capisce che ha un grande obiettivo, che deve puntare ad un grande ideale. Rappresenta la lealtà massima verso gli amici e un forte senso di giustizia (le cose che è giusto fare, si fanno, insomma).

R) L'ultimo libro mi ha ricordato una grande verità: ci sono persone che ci amano nel segreto, che non ci dicono mai con parole chiare che ci vogliono bene... anzi, molte volte ci richiamano con frasi dure, che ci fanno pensare il contrario.
Queste sono le persone più speciali! ;-)

Y) Infine (solo perché ho finito le lettere), mi è sembrato davvero interessante notare il nome della stazione dove Harry rincontra Silente sul finale... Non trovi?

Tu, cosa ne pensi? Sei cresciuto con Harry? Cosa ti ha lasciato?

Ah, ragazzi, vi ricordo che fra due settimane (esatte) si festeggia il compleanno di Harry ;-) 31 anni se non sbaglio!

sabato 16 luglio 2011

Gestione del tempo: passi concreti

Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano...
troppo rapido per coloro che hanno paura...
troppo lungo per coloro che soffrono...
troppo breve per coloro che gioiscono...
ma per coloro che amano... non c'è tempo!

Henry Van Dike

Potrei anche lasciare questo post bianco perché credo che in queste poche righe di Van Dike ci sia una grande saggezza che è difficilmente spiegabile a parole o con esempi. Mi ritrovo nella stessa situazione di Agostino quando diceva: "Che cos'è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più".

Rendiamo le cose più semplici, vediamo direttamente alcuni passi concreti per gestire il proprio tempo. Se ti ricordi nel post di ieri dicevo che bisogna fermarsi per occupare il tempo.

Partiamo dal primo passo:

1) FERMARSI
È importante riuscire a cogliere la realtà. Non vivere in un mondo che non corrisponde a quello reale. Devi capire che il passato è diverso dal presente ed entrambi sono diversi dal futuro. Mi dirai: "grazie tante"... Non ti risponderò con un semplice "prego", ma aggiungerò qualcosa in più, che potrebbe suonare circa così: ricorda che il tempo è un dono prezioso. Non torna, non puoi continuare a pensare che le cose ritorneranno come prima. Scordatelo. Potranno essere meglio o peggio, ma non potranno tornare.

Se riesci a vedere il mondo "semplicemente" per quello che è, potrai renderti conto che non esiste un vero ritorno, semmai un nuovo inizio.

Le situazioni, persone, amori... non ritorneranno, perché in ogni caso saranno diverse... il tempo le avrà in qualche modo cambiate... e avrà cambiato anche te e il tuo modo di vederle.

Sinceramente credo che questo abbia qualcosa di meraviglioso. Poter sempre parlare di un nuovo inizio. Oggi, purtroppo, si parla troppo spesso di riciclo e così applichiamo questo concetto anche ai rapporti personali... cerchiamo in fondo di riciclare le amicizie, gli amori invece di proseguire o ri-cominciare un nuovo percorso insieme!

2) DISTINGUI TRA URGENTE, NECESSARIO E CONVENIENTE
Quando hai tante cose da fare, non buttarti sulla prima che capita. Solitamente non è quella urgente. Se non riesci a dare un ordine, anzi una lettera alle cose da fare, potrai ritrovarti a fine giornata nella situazione che hai fatto tante cose, ma non hai più tempo per ciò che devi (o meglio dovevi) veramente fare oggi!

Il mio consiglio è di dare una lettera ad ogni attività che vuoi fare durante la giornata o nel corso di un tempo x (per esempio una settimana o un mese).
Metti queste lettere:
- U per le azioni Urgenti. Quelle che devi assolutamente fare, che non puoi proprio rimandare. Ciò che ha una scadenza vicina è sicuramente urgente. Non ci sono tipologia di azioni che sono di per se urgenti (una telefonata può esserlo, ma può essere anche qualcosa che possiamo fare nei prossimi giorni...).
- N per le azioni Necessarie. Sono quelle che devi fare, ma che possono aspettare un pochino di più. Ricordati che sono comunque attività di cui hai bisogno, quindi non devono essere all'ultimo posto delle tue priorità, ma in un punto centrale.
- C per le azioni Convenienti. Sono "tutto il di più", ciò che puoi anche non fare. Non crede che solo per il fatto che siano "in più" non debbano essere pianificate, anzi! Vedrai che se impari a scremare e selezionare le cosa da fare (il "to do") secondo questa scaletta, riuscirai ad arrivare molte più volte di quelle che credi a realizzare anche le azioni C.

Ah, non ricordi l'ordine preciso? Un modo per non dimenticarlo è pensare che se usi questo ordine la tua vita potrà diventare UNiCa (ecco, adesso non puoi più dimenticarti che prima ci sono le cose Urgenti, poi quelle Necessarie e solo alla fine quelle Convenienti).

Intanto, prova a pensare a questi due suggerimenti... Mettili in atto un po' alla volta, falli diventare tuoi, parte di te, automatismi.
Se poi ti venisse in mente qualche consiglio per gestire il tempo... lascia un commento. ;-)

venerdì 15 luglio 2011

Fermarsi per occupare il tempo

Coloro che fanno il peggior uso del loro tempo, sono i primi a lamentarsi della sua brevità.
Jean de la Bruyére.

La società di oggi ci impone dei ritmi velocissimi, la tecnologia sta cambiando il ritmo biologico dell'uomo, di tutti noi, e probabilmente, sta cambiando molto profondamente il nostro agire umano... che molti già stanno iniziando a chiamare agire tecnologico. Ma di questo ne parleremo prossimamente. ;-)

Siamo tutti pieni di cose da fare e ne facciamo due o tre contemporaneamente. Leggiamo ascoltando musica, passeggiamo, prendiamo l'autobus, messaggiamo... con le cuffiette dell'i-pod sugli orecchi. Quanti giovani "ascoltano" per più del 50% della loro giornata musica?
Non solo, parlando al telefono, mandiamo una e-mail o chattiamo con altre tre persone contemporaneamente...

Riuscire a ritagliarsi uno spazio per ogni attività è qualcosa di straordinario. Si può imparare a farlo, molti riescono e sono proprio le persone che più invidiamo. Quelle persone che sono sempre (o quasi) sorridenti, che sempre hanno tempo per tutto e per tutti. Ma come fanno?

Sono persone che non hanno niente da fare nella loro vita? Sono sole e in attesa che qualcuno chieda loro qualcosa? Sono senza amici e per questo accettano ogni invito?

Molte volte no. Sono "solo" giovani che hanno imparato che bisogna fermarsi per occupare il tempo!

È incredibile notare come persone super-impegnate, siano molte volte le più serene e felici. Ne conosci qualcuna?

Se sì, potrai notare che queste persone, molto occupate durante una giornata ed allo stesso tempo contente e complete, non sono prese da una singola attività.
Solo se riesci a vivere non occupato e pre-occupato per un'unica cosa, puoi vivere godendoti la vita.

Chi è pre-occupato per una sola cosa, un pensiero fisso, un'unica occupazione (solo studio, solo lavoro, solo feste...) potrà anche cadere in alcune ossessioni e patologie che oggi si stanno sempre più diffondendo.

Soprattutto se questo atteggiamento lo si inizia ad avere negli anni della propria giovinezza, sarà ancora più difficile cambiarlo. Chi passa intere giornate dedicate ad un unico interesse, anche se fosse il più grande ideale di questa terra, rischia di non saper prendere un proprio tempo per respirare; di non saper creare il proprio spazio, dove inserire priorità e necessità...

Se hai capito il messaggio, NON ti sto dicendo di prenderti più tempo per riposare. Troppe volte oggi, la maggior preoccupazione è proprio quella di trovare del tempo per rilassarsi... e pre-occupandosi continuamente di questo, non riesco a dedicare il giusto tempo ad un buon riposo (magari dormendo tutti i giorni più di 10 ore...).

Quello che voglio dirti è di fermarti per occupare il tempo! Un gioco di parole? Forse, ma se ci pensi è proprio quando ci "fermiamo" un momento che riusciamo a godere al massimo l'adesso, il tempo presente, il passato e ancora di più il futuro.
Tornando al ragazzo che passa buona parte del giorno con le cuffiette ascoltando musica... Quante volte chiude gli occhi per 3 minuti (il tempo di una sola canzone) ascoltando veramente?

Cosa aspetti per impegnarti pienamente la vita??? La risposta di molti purtroppo è: DOMANI!

Allora, proprio per farti capire quanto sia brutta questa risposta, anche se non è da me, ti dico che i consigli per come riuscire a fermarsi per occupare veramente il tempo... te li darò solo DOMANI! ;-)

mercoledì 13 luglio 2011

Monologo Will Hunting - Genio ribelle

Questo monologo, che riporto nella sua parte finale qui sotto, è veramente incredibile. Il film "Will Hunting - Genio ribelle" del 1997 con Matt Damon e Robbie Williams è davvero un ottimo modo per impegnare 126 minuti del proprio tempo.

Spero tu l'abbia visto, in caso contrario procuratelo e guardalo, magari insieme agli amici. È un concentrato di spunti positivi, di crescita personale. È incredibile come questo breve dialogo ci possa far capire quanto sia importante essere veri, essere sé stessi, aprirsi agli altri e rischiare... si, rischiare è qualcosa di bellissimo.

Bisogna avere coraggio per vivere, per riuscire ad amare veramente. Non dico altro... leggi e ascolta queste parole così reali. Perché vivere non significa, sapere tante cose, ma farne esperienza!

"Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti. Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto... vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto. Mai visto. Se ti chiedessi sulle donne probabilmente mi faresti un compendio delle tue preferenze. Potrai perfino aver scopato qualche volta. Ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felice. Sei uno tosto, e se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia: "ancora una volta sulla breccia, cari amici?" Ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l'ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull'amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile. Non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla Terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell'inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d'ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine "Orario delle visite" non si applica a te. Non sai cos'è la vera perdita, perché questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso. Dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé. Vedo un bulletto che si caga sotto per la paura; ma sei un genio Will, chi lo nega questo? Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo, ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del ca***. Sei orfano giusto? Credi che io riesca ad inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei... perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa? Non c'è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del ca***. A meno che tu non voglia parlare di te, di chi sei... allora la cosa mi affascina, ci sto. Ma tu non vuoi farlo, vero campione? Sei terrorizzato da quello che diresti. A te la mossa, capo."


martedì 12 luglio 2011

Cosa significa rispettare?

Molte volte si sente parlare di rispetto. Molti dicono frasi come: "Mi devi rispetto", "Merito il tuo rispetto"... oppure "Sei un irrispettoso", "Nessuno ti ha insegnato il rispetto?"... o ancora "Rispetta l'ambiente", "Rispettiamo la natura"... "Se vuoi rispetto, devi meritartelo".

Le parole più utilizzate, sono spesso quelle che meno conosciamo. Ecco perché ho deciso di trattare questo argomento e credo che se continuerai a leggere, potrai trovare qualcosa di nuovo su questo bellissimo valore.

Bene, partiamo da questo: il rispetto è un grande valore! Uno di quei valori che non dobbiamo perdere, anzi dobbiamo approfondirlo proprio per vivere meglio.

Vivere meglio? Come? Con chi? Cerchiamo di andare con ordine (non sarà facile visto che come sempre parto da un'idea e vado a braccio, di getto... lasciando qualche ragionamento per la strada... ma confido nel tuo ingegno per riuscire a cogliere anche quello che è rimasto, per una cosa o per l'altra, nella tastiera...).

Il rispetto come tutti i termini ha un'origine, deriva da un termine antico, etimologico, che ne delinea solitamente le caratteristiche. Proviamo a vedere se anche in questo caso l'etimologia viene in nostro aiuto.

Sembra proprio di si, perché rispettare, riprende il verbo "guardare". In un primo significato possiamo dire che rispettare è saper guardasi intorno. Credo sia già bellissimo come concetto, perché ci fa capire che non siamo soli.

Come diceva il grande Cicerone "non siamo nati soltanto per noi". Il valore del rispetto ce lo ricorda, perché ci impone di guardare attorno, di ri-guardare, come se ci dovessimo sforzare per vedere che attorno a noi c'è qualcosa di meraviglioso: l'altro!

Pensa a quanto questo valore sia importante nel rapporto tra fidanzati. È fondamentale direi, perché solo rispettando veramente l'altro si può crescere insieme e fare un percorso in due. Alcune volte i giovani fidanzati camminano da soli, perché non guardano e ri-guardano l'altro che sta al loro fianco.

Non sprecare l'occasione di accorgerti degli altri! Soprattutto di coloro che ami!

Il fatto di accorgersi di non essere soli, non è soltanto una forma di rispetto verso gli altri, ma lo è anche nei confronti di te stesso. Prova a pensare a quante persone si sentono sole, si credono sole e si isolano senza aprirsi agli altri... molte volte queste situazioni portano al massimo esempio di non rispetto di se stessi, quando sfociano in gesti estremi e autodistruttivi.

Il rispetto diventa anche il saper guardare i dettagli, l'accorgersi di queste persone sole che stanno magari accanto a noi. Ci rendiamo conto tutti che ci sono persone che non "si rispettano", perché vivono in situazioni poco dignitose... quanti però sono così rispettosi da attivarsi ad aiutarle?

Purtroppo il grande errore di oggi è pensare che rispettare significhi accettare tutto, lasciare che gli altri facciano quello che vogliono, che in diversi casi diventa un "non preoccuparsi degli altri", un bel "me ne frego di tutti"! In nome del rispetto ci si isola nel proprio individualismo (una piaga della nostra società moderna). Forse qualcuno può spiegarmi se questo individualismo ha qualcosa a che fare con il vero "guardarsi intorno"?

Rispettare significa agire sapendo che non sei solo. Il rispetto non è un valore che possiamo imporre. Questo sarebbe un rispetto mafioso, che nemmeno si potrebbe chiamare così. Il rispetto non è neanche qualcosa di incondizionato. Non dobbiamo per forza rispettare tutto. Dobbiamo rispettare seguendo la nostra qualità più elevata, la ragione.

Sai cosa segue e vuole raggiungere la nostra ragione? La verità! Se è così, allora il rispetto stesso segue la verità. Proprio da questo nasce la differenza tra rispetto e tolleranza...

Vorrei sottolineare la differenza tra rispetto e tolleranza. Oggi si parla troppo di tolleranza, dimenticando che si "tollera" ciò che è di per sé negativo. Quindi, ogni volta che si sventola la bandiera della tolleranza, si sta mettendo in luce qualcosa di per sé sbagliato o negativo: nessuno infatti "tollera" un buon gelato! ;-) Tollerare significa più che altro sopportare e non accettare, qualcosa di per sé inevitabile o che non dipende da noi. La tolleranza, e questo vorrei davvero super-sottolinearlo, non significa accettare, anzi il fatto stesso che si tollera qualcosa, significa che questo qualcosa non va proprio bene!

Il rispetto invece come abbiamo detto segue la verità e quindi il bene. Si potrebbe dire che ri-guardando me stesso e ri-guardandomi intorno, riesco a cogliere la verità e il bene che è in me e che è fuori da me. Manca solo un ultimo passo: seguire questo bene! ;-)

lunedì 11 luglio 2011

Affrontare e superare la paura

La paura è la via per il Lato Oscuro.
La paura conduce all'ira, l'ira all'odio,
l'odio conduce alla sofferenza.
Io sento in te molta paura
(Star Wars)

Abbiamo già detto che la rabbia e l'ira vengono quando ci troviamo di fronte un ostacolo (vero o creato dalla nostra immaginazione) alla nostra felicità. Questo blocco è però superabile.
Ci sono altre situazioni nelle quali questo ostacolo lo riteniamo insuperabile, diventa un pericolo vero e proprio e scatta in noi la paura e il timore (che è la sua forma meno intensa).

La reazione che abbiamo è totalmente opposta a quella della rabbia. Non ci scateniamo, non rompiamo le cose, non alziamo la voce (possiamo fare un grido sì, ma solitamente se la paura è forte, sarà un grido soffocato)...

Ciò che facciamo è fuggire e scappare dal pericolo. Prima di questa fuga però avviene un momento di immobilità, che serve proprio a preparare il nostro corpo all'azione. Tutti i nostri muscoli si bloccano (e non solo) e alcune volte si può proprio arrivare alla paralisi.

Quando ci troviamo di fronte alla paura tutto il nostro corpo reagisce. Il nostro cervello si attiva e fa liberare noradrenalina e adrenalina (e tante altre sostanze) che consentono la preparazione dei nostri muscoli.

Sai perché i ricordi di qualcosa di brutto e che ci spaventa sono molto vivaci e rimangono nel tempo? Sembrerebbe proprio per la liberazione di noradrenalina che gioca un ruolo importante anche nella sensibilizzazione di parti della corteccia cerebrale e quindi nel produrre ricordi duraturi.

La paura ci fa fare cose impensabili e straordinarie. Hai mai sentito parlare di persone che in situazioni veramente difficili, in pericolo di vita, hanno dimostrato una forza incredibile e delle capacità fisiche oltre il normale? Prova a pensare a tutte quelle persone che si sono trovate intrappolate, disperse... e che sono riuscite a scappare, a resistere per giorni...

Tutto questo è dovuto al fatto che quelle sostanze dette sopra agiscono attivando i muscoli e i nostri organi a accrescono la forza e la resistenza muscolare (ecco perché una persona appesa ad una parete rocciosa, senza agganci, riesce a resistere di più, di chi è appeso alla sbarra con sotto il pavimento).

Che cose straordinarie... siamo davvero qualcosa di speciale!

La paura e il timore sono le emozioni più difficilmente controllabili per due ragioni:
- non sappiamo cosa di preciso temiamo
- non sappiamo esattamente il perché abbiamo paura (molte volte sono paure irrazionali)

Ecco come si può tentare di affrontare e superare il timore:
1) Farsi alcune domande specifiche, concentrarsi e ragionare. Per esempio: di che cosa ho paura? Perché ne ho paura? Esiste un vero motivo? Spesso basta questo per farci capire che ciò che temiamo è inconsistente.

2) Agire, agire, agire. Il timore tende ad inibire le nostre attività. Non lasciarti prendere da questo blocco: è solo agendo che vinceremo le nostre paure.

3) Affrontare il fatto così come è. Prendere coscienza del pericolo è qualcosa di molto difficile, perché a volte ci mette di fronte alla vera impossibilità di uscirne. Accettiamo. Prendi il caso della morte. Tutti noi dobbiamo prepararci a morire, tutti moriremo. Ciò che cambia da una persona all'altra è l'accettare questo dato e probabilmente come ci si prepara a questo evento...

4) Opporre, opporre, opporre. Gli opposti si attraggono, i simili si respingono... Questa volta è vero il contrario. Se vuoi respingere il timore, prova a pensare ad idee opposte a quelle che l'hanno fatto scatenare, pensa a situazioni che ti facciano venire sentimenti di generosità, sicurezza... vedrai che questa volta il timore non verrà attratto, ma lo avrai cacciato via!

5) Assumere l'espressione contraria. Per farlo però bisogna sapere qual è l'espressione della paura e che caratteristiche ha: le labbra sono tese e gli occhi spalancati. Solitamente la palpebra superiore è sollevata, rivelando il bianco dell'occhio, mentre quella inferiore è contratta. La bocca è aperta con le labbra tese e verso l'indietro...

6) se sei una persona estremamente paurosa, fai una ricerca e seleziona una serie di frasi stimolanti e che infondano coraggio. Sarà sicuramente un ottimo punto di partenza per affrontare la paura con un'armatura più forte! Una lista di valori positivi è un'arma vincente!

Ricorda che l'origine della paura è nel futuro. Cerca di vivere nel presente e se devi pensare al futuro, fallo proiettandoti con il valore della speranza e l'unico modo per volare alto nel futuro!