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martedì 29 novembre 2011

Comunicazione e dialogo

Se dovessimo fare una classifica delle parole più abusate, in questi ultimi tempi, ai primi posti metterei la parola dialogo, che insieme a tolleranza, riempie la bocca di tantissimi giovani, comunicatori, politici e personaggi pubblici, senza che essi ne abbiano capito il significato.

Questa parolina "dialogo" sembra oggi la cura di ogni separazione, di ogni diversità; da sola appare il rimedio per qualsiasi conflitto tra popoli, culture diverse, religioni, Stati... Non ti sembra che appena sorge un problema la classica frase, probabilmente di chi non ha nient'altro da dire, sia: "c'è bisogno di più dialogo"??? Poi, nessuno però ti spiega su quali argomenti deve basarsi questo dialogo, se ci sono delle regole, con chi farlo effettivamente questo "scambio di opinioni"...

È comunque importante e necessario dialogare per risolvere i problemi. È questo il motto della nostra società e la convinzione che viene imposta a noi giovani. Bisogna dialogare, bisogna dialogare, bisogna dialogare... non è importante come dialogare, ma si deve dialogare. Si arriva perfino a sostenere che chi non dialoga apertamente, non è tollerante. Così queste due parole che riempono la bocca di tanti, diventano quasi sinonimi e monito per chi magari qualcosa da dire ce l'ha e, soprattutto, ha idee chiare e fondate che vuole portare avanti nella verità.

Si capisce in quest'ottica, perché hanno così successo (e oggi sempre più sembra proprio che non esista altro) le trasmissioni dove sono invitati una serie di opinionisti, ormai diventata una nuova figura professionale per la televisione, al pari di conduttori e vallette. "Come si fa a fare una trasmissione senza un opinionista?", viene quasi da domandarsi attualmente. Visto che è così importante il dialogo, invitiamo più gente possibile e cerchiamo il confronto.

Forse ancora non avrai ben capito dove voglio arrivare e cosa voglio dire con queste righe, apparentemente contro il dialogo, ma continuando l'esempio delle trasmissioni televisive, credo che arriverà immediata la spiegazione. In queste trasmissioni, i dialoganti sembra stiano più che altro facendo una bella conferenza e quando parla uno, l'altro (e l'atteggiamento fisico di alcuni è davvero palese) sta pensando alle sue cose, sta già pensando a cosa deve dire dopo, sta già cercando tra i vari foglietti che ha portato con se qualche dato per replicare immediatamente alle prime tre parole che ha detto il primo.

Si va così avanti in una sorta di "dialogo" con se stessi e che non mira al nobile intento di far giungere chi ascolta o i due dialoganti alla conquista personale della verità. Assolutamente no! Figuriamoci, il dialogo non è più, come al tempo di Socrate e Platone, quello strumento per arrivare insieme (o condurre il discepolo) alla verità, ma diventa una parola così pensante, un macigno che schiaccia e affossa la verità stessa.

In questa falsa ricerca del dialogo a tutti i costi, si possono individuare due posizioni contrapposte, ma entrambe errate. In alcuni, il "dialogo" è portato avanti nel rifiuto di mettersi nelle posizioni dell'altro; in altri, al contrario, si accetta a prescindere l'opinione altrui, senza alcun ragionamento, in nome dello stesso dialogo e della sua amica tolleranza.

L'arte di comunicare, in realtà, non presuppone assolutamente queste due posizioni. Il vero dialogo, che può essere chiamato in modo più corretto conversazione, presuppone lo scambio di posto, il mettersi al posto dell'altro e il "volgersi insieme verso" la verità.

Finisco con un esempio. Oggi, ricorre l'anniversario della prima operazione chirurgica eseguita su una "bambina blu", Eileen Saxon, per correggere la malformazione cardiaca congenita alla base della tetralogia di Fallot. Bambina blu, non vuole certo essere un nomignolo discriminante (meglio subito specificare per tutti quelli che ripetono con forza la parola tolleranza), ma definisce una delle caratteristiche dei bimbi affetti da questa sindrome, dove il bambino appare cianotico (quindi blu). 

Una delle 4 caratteristiche di questa sindrome del bambino blu è la comunicazione tra i due ventricoli (le camere principali del cuore che fungono da pompa). In questo caso non è che la comunicazione cardiaca sia assente, anzi è più del normale. Questo però non è un bene, anche se a volte nella nostra società, il fatto di parlare tanto e tanto e tanto, sembra la soluzione a tutto. La comunicazione non è caratterizzata dalla quantità di parole e dal numero diverso di dialoghi che riesco a intrattenere nel corso della mia vita, ma risulta buona e ha un effetto positivo solo se rispetta i giusti parametri, le giuste regole e la vera finalità.

Proprio la tetralogia di Fallot, ti può far capire che non serve solamente la comunicazione, ma serve saper comunicare bene. Nel caso dei bambini blu, si deve intervenire precocemente per sistemare chirurgicamente la malformazione, a volte anche con più interventi. Nella nostra società, bisogna intervenire allo stesso modo per far capire e ristabilire il vero significato del dialogo e la meta di ogni buona comunicazione!

martedì 28 giugno 2011

Maturità? Qualche consiglio per gli orali

Dopo una settimana esatta (ecco qui la prova), voglio nuovamente parlare di esami di maturità. Si avvicina per gli studenti dell'ultimo anno di liceo e di tutte le scuole superiori l'ultima prova che decreterà il risultato finale.

La prova orale è solitamente molto temuta. Molti giovani non sanno affrontare bene i colloqui, non riescono a gestire il confronto diretto con un professore e molte volte preferiscono gli scritti.

Ecco alcuni metodi per affrontare al meglio l'esame orale, ma non solo... sono regole che valgono per saper parlare in pubblico in generale: esami universitari, presentazioni, conferenze, congressi, colloqui di lavoro...

La comunicazione è importantissima e il public speaking è una parte fondamentale di questo settore. Parlare in pubblico (a una o a tante persone) è qualcosa che capita a tutti, quindi non credere di poter sfuggire da queste prove della vita. La cosa che puoi fare è preparati al meglio!

1) Ricordati che hai tutte le capacità per essere un grande oratore. Bhe, magari non diventerai come Cicerone o Bernard Shaw, ma ogni persona ha tutte le potenzialità e i mezzi per diventare un affascinatore di folle. Infatti, l'abilità della comunicazione risponde a regole di base ben precise che si possono acquisire e applicare.

2) Molti sostengono che tra quello che dico (il contenuto) e come lo dico (la forma, il tono della voce, il linguaggio non verbale, che comprende gesti, posizione del corpo, sorriso, sguardo) conta molto di più il secondo aspetto, ossia come lo dico.
Il mio consiglio è di non sottovalutare i due aspetti: uno dei problemi di oggi è che si dà troppa importanza al modo, al "come lo dico", ma c'è sempre più una perdita dei contenuti (un esempio sono alcune pubblicità o programmi TV, belli da vedere, ma poi???). Quindi, accompagna sempre ad un ottimo contenuto (ben preparato, profondo e con parole ben scelte), un entusiasmate e dinamico contorno visivo e auditivo (è importante anche il tono della voce, cerca di trasmettere sicurezza).

3) Prova, prova e prova. Se in questi giorni stai ripassando le varie materie o la tesina, cerca di ripetere gli argomenti ad alta voce, ma non in modo passivo come magari sei abituato a fare. Oltre a verificare se ti ricordi le informazioni, cerca di prestare attenzione a come dici le cose, a che tono di voce utilizzi, cerca di immaginarti già davanti alla commissione, di guardali negli occhi uno ad uno con sicurezza e con un sorriso tranquillo. Ripeti davanti allo specchio e vedrai...

4) Lasciati aiutare e accetta le critiche. Un buon modo (che ti sprono veramente a fare per preparare l'esposizione della tesina) è ripetere davanti ad altri.
Invita qualche tuo amico e organizzati per esporre la tua tesina, chiedendo loro di essere dei bravi osservatori e di rizzare bene le orecchie. Fatti dire alla fine queste cose:
- quali sono i tic lessicali che ripeti più spesso? Forse ehm, ehm, ehm? Magari diciamo, evidentemente o praticamente? Tipo... tipo... tipo...?
Molte volte nemmeno ti accorgi di quali suoni privi di significato ripeti 40 o più volte in 5 minuti di discorso. Rendersene conto è un ottimo punto di partenza per eliminarli (ti dico già che ci vorrà un po' di tempo).
- come hai tenuto le gambe? Le braccia? Dove guardavi? Sono vietate gambe e braccia incrociate, sguardo in basso verso il pavimento o in alto verso le nuvole (non devi convincere loro, anche se lo so che il soffitto e le mattonelle acconsentono sempre ;-)
Ti garantisco che sarà molto divertente! Poi fate cambio: chi ha esposto diventa giudice e viceversa. Se proprio volete fare le cose fatte bene: ripetete il giro e vedrete che i miglioramenti già ci saranno.

5) Parti con il piede giusto. Rompi il ghiaccio coinvolgendo chi ti ascolta (stimola la loro curiosità). La tesina è il tuo icebreaker, sfrutta al massimo questa occasione, perché (e questo non vuole essere terrorismo psicologico) "non ci sarà mai una seconda occasione per fare una bella prima impressione" ;-)

6) Domanda che, al momento, non ricordi? Non agitarti, vai con calma, fai due respiri profondi, riprendi la domanda che ti hanno fatto e cerca di girarla a tuo favore, provando a collegarla con qualcosa che sai e che riguarda lo stesso argomento. Questo sistema può aiutarti a farti venire in mente la risposta specifica alla domanda e, in caso contrario, sarà sempre meglio della classica "scena muta".

7) Non ti viene un termine, ma ce l'hai sulla punta della lingua? Ti sembrerà sciocco e banale, ma prova a ripercorrere velocemente l'alfabeto e quando sarai arrivato alla lettera della parola dimenticata, dovresti ricordare... Tentar non nuoce. Con tanti ehm ehm ehm, non otterrai risultati migliori (a meno che la parola non inizi proprio con la E).

8) Visualizza, visualizza, visualizza. Come ti avevo suggerito per le prove scritte, anche per l'orale prova a immaginarti, con tutti i maggiori dettagli, il tuo colloquio orale. La commissione, l'esposizione ottima della tua tesina, i sorrisi dei professori mentre stai spiegando le varie materie... Cerca di vedere la scena dall'esterno, cerca di osservare te stesso che espone, il tuo atteggiamento positivo, il tuo corpo seduto e rilassato, il tuo sguardo che passa da un professore all'altro...

9)Studia, studia, studia! Eh, eh, eh... non dimenticarti di concentrarti sul contenuto!

In bocca al lupo!