domenica 9 gennaio 2011

Walt Disney

“All our dreams can come true, if we have the courage to pursue them”

“Tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli” by Walt Disney

Non riuscirò mai a scrivere qualcosa di più bello di quello che ti sto per raccontare (mai dire mai…)!

Questo post lo voglio dedicare a tantissimi miei amici e amiche, ai veri appassionati Disney a qualcuno in primis.

È per te che, in questo periodo natalizio, hai visto un film, un lungometraggio animato o un classico Disney. Probabilmente non sarai stato così fortunato come me, da aver potuto giocare a Trivial Pursuit Disney e nemmeno da aver esultato per una vittoria schiacciante! (tutto merito di una super squadra).

Voglio raccontarti la storia di un lungometraggio animato che ancora nessuno si è azzardato a realizzare, ma che sicuramente troverà presto luce e successo.

Come tutte le storie più belle ci vuole un degno inizio…

Questa è la storia di un sogno, uno di quei sogni che tutti i bambini hanno e che solo una persona veramente speciale poteva realizzare, qualcuno che se proprio doveva sbagliare, l’ha fatto nel senso di sopravvalutare le proprie capacità… (cosa che consiglio di fare a tutti, visto i risultati).

Tutti abbiamo dei sogni… tutti siamo convinti, nel profondo del cuore, di poter realizzare qualcosa di grande nella nostra vita, tutti crediamo che grazie a noi gli altri possano diventare più felici. Tutti abbiamo dei sogni… ma solo il protagonista di questa storia fu in grado di toccare gli altri in modo speciale.

Non corriamo troppo: tutto ebbe inizio molto tempo fa, quando ancora i treni andavano a vapore...

Già, perché è proprio da uno di questi treni che, una mattina, scese, insieme ai suoi tre fratelli e alla sua sorellina, che stava tra le braccia di due amorevoli genitori, un bambino che all’epoca non si rendeva conto che avrebbe realizzato il suo sogno… e quello di tanti altri. Nessuno poteva immaginare che quel bimbo avrebbe cambiato il mondo in meglio.

Questo bambino aveva una grande immaginazione e una fervida fantasia ed era contentissimo di essersi appena trasferito con la famiglia in un paesino di campagna, pieno di verde e di campi dove poter correre e giocare con gli altri bambini.

Presto scoprì, che la vita, gli aveva riservato delle giornate ben più dure: giornate di lavoro nella fattoria di suo padre. All’inizio il lavoro non era poi così pesante, ma quando i suoi fratelli più grandi si trasferirono, tutto ricadde sulle sue spalle e su quelle dell’altro fratello.

Il suo sogno di rendere gli altri più felici, sembrava dover essere abbandonato, invece… il nostro protagonista, che chiameremo Elias, quando si rifugiava nella fattoria insieme a tanti animali, continuava ad alimentare questo suo sogno e giorno dopo giorno, sotto la fatica del lavoro e l’impossibilità di andare a scuola, un mondo all’apparenza fantastico si andava a creare nella mente del piccolo Elias.

Ecco un nuovo trasferimento, una città più grande. Finalmente Elias avrebbe potuto andare a scuola, non avrebbe più dovuto lavorare ore e ore in fattoria… avrebbe potuto giocare con altri ragazzi, avrebbe potuto realizzare il suo sogno… invece… anche questa volta il nostro protagonista si ritrovò a doversi alzarsi a notte fonda tutti i giorni, perché suo padre aveva l’appalto della distribuzione di due quotidiani e qualcuno doveva pur consegnarli. Inizia così un nuovo capitolo che chiameremo “il ragazzo dei quotidiani”, e non ancora “il sogno realizzato”. Le giornate si rincorrono velocemente tra consegna dei giornali, scuola, qualche dormita qua e là e un sogno sempre più lontano all’orizzonte.

Chi di voi avrebbe avuto la forza e la capacità di continuare a sognare di “poter rendere il mondo migliore”? Solo chi sa sorridere alla vita da un orecchio all’altro quando tutto sembra andare nella direzione contraria. Elias sapeva sorridere in un modo incredibile!

Il suo ottimismo era contagioso e sapeva appassionarsi a tutte le attività che svolgeva. Un incontro su tutti sembrò cambiare la sua vita. Ok, avete già capito che anche questa volta le cose non sono andate per il meglio… ma lasciatemi raccontare che siamo circa a metà della storia (e come sapete tutte le fiabe finiscono con il lieto fine).

Riprendiamo dai qui: un incontro su tutti sembrò cambiare la vita di Elias. Ub era il nome di questo personaggio sopra le righe, che aveva la caratteristica di riuscire a realizzare con una semplice matita tra le mani, tutto ciò che la sua fantasia e quella degli altri poteva immaginare: era un talentuoso disegnatore.

Credi che Elias si fece scappare l’occasione di poter tramutare in realtà il suo sogno? Assolutamente no. Ebbe inizio un rapporto di amicizia, lavoro e scambio di idee tra Ub e Elias che mise le basi per il grande sogno! Un sogno che adesso è realtà e di cui anche voi fate parte.

Ancora una attimo di pazienza, non siate così curiosi… adesso vi spiego tutto e allo stesso tempo arriviamo alla fine di questa incredibile storia. Sì, sì, vi spiego anche cosa andò male dopo l’incontro con Ub.

Dovete sapere che i due amici entrarono subito in una delle più importanti agenzie di pubblicità del mondo e iniziarono a realizzare qualche disegno insieme. Partirono proprio dalla realizzazione di un personaggio. Elias in queste invenzioni era straordinario, possedeva dentro di se una fantasia ineguagliabile che, insieme al talento di Ub, dette vita ad un simpatico coniglio con lunghe orecchie, un musetto lungo, un nasino nero e un sorriso contagioso (come quello che tutti i giorni Elias era solito fare alla vita, ricordate?).

Subito questo coniglio ebbe fortuna tra le pubblicità, tra i fumetti e tra i primi cartoni muti… ebbe così successo che venne ribattezzato il coniglio fortunato. Tanta fortuna però non portò a Elias. Che vide subito infranto il suo sogno.

I proprietari dell’agenzia di pubblicità, visto il successo, misero alle strette Elias. Il coniglietto che aveva realizzato legalmente era loro ed Elias era costretto a produrre, insieme ad Ub, quello che i padroni volevano e non il suo sogno.

La situazione era davvero difficile. Ancora una volta Elias si era ritrovato senza nulla, anzi di più, derubato della sua immaginazione e della sua fantasia.

Egli possedeva però la chiave numero uno per il successo: perseverare nell'azione. Sapeva entusiasmare le persone così tanto che riuscì a far realizzare ad Ub una media di 705 disegni al giorno, fuori orario di lavoro ovviamente.

Sì, sì, era iniziata la contromossa… Elias stava per realizzare il suo sogno e questi erano gli ingredienti: un nuovo personaggio, una storia divertente (come quelle che solo lui sapeva inventare), delle musiche bizzarre… il tutto presentato ad un grande pubblico.

Immaginate un cinema di New York degli anni ’20 pieno di pubblico interessato a guardare un film di guerra. È questa la scena della realizzazione del sogno di Elias. Finito il film, quelle persone non potevano affatto immaginare che sarebbero entrate, grazie a Elias, nella storia. Stavano per vedere qualcosa di spettacolare. Un piccolo short animato avrebbe cambiato la loro vita e concluso magicamente la serata.

Tutti uscirono entusiasti, la gente non parlava che di questo nuovo personaggio, era nata una star che conquistò subito le prime pagine di tutti i quotidiani.

Elias era entrato nella storia non come una persona importante, ma come un mito: aveva intuito che bastavano modificare alcune caratteristiche del “suo” coniglio fortunato; accorciargli le orecchie, arrotondargli il muso e potenziare quell’incredibile sorriso per ottenere quello che oggi viene chiamato da tutti: MICKEY MOUSE!

Il resto della storia tutti la conosco e l’hanno in qualche modo vissuta in prima persona.

Walter Elias Disney entra nel mito e realizza il suo sogno: toccare gli altri in modo particolare, rendere gli altri più felici e creare un sogno reale!

Solo un ultimo aneddoto: per ottenere il finanziamento per il suo sogno di creare “il luogo più felice del mondo” dovette presentarsi in 302 banche che rifiutarono il finanziamento perché lo ritenevano pazzo… non era di certo realistico pensare di poter rendere felice la gente creando un parco di divertimenti in mezzo ad un aranceto e facendo pagare la gente non solo per arrivarci, ma anche per entrarci.

L’ottimismo di Walter (ormai lo posso chiamare così) superò centinaia di no, perché “Disneyland is a work of love”… un lavoro d’amore e Walt Disney sapeva che si può “immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà”.

Secondo te questa storia merita un film? Cosa ne pensi? Ti ha insegnato qualcosa?

sabato 1 gennaio 2011

Giovani e il 2011

È iniziato un nuovo anno e probabilmente per molte persone non è cambiato nulla.

Io vorrei che a te cambiasse la vita. Vorrei che tu partissi con il piede giusto questo 2011 che riuscissi ad essere felice. Lo puoi fare! Il segreto?

Non ho una formula magica, quella puoi chiederla a Harry Potter, o meglio alla sua amica Hermione che non ne sbaglia una…

Se vuoi qualcosa di concreto, di divertente e che veramente potrebbe cambiarti la vita allora non smettere di leggere… sono solo semplici consigli, ma la maggior parte delle volte è nelle cose semplici che si nasconde la verità. A te la scelta!

Sono sicuro che sei uno di quelli che sta continuando a leggere… ti informo che hai già messo uno smile sul tuo percorso. Non mollare!

Ecco qualcosa che può rivoluzionare la tua vita, farti raggiungere i tuoi obiettivi e probabilmente farti capire meglio chi sei e cosa ti può rendere felice:

  1. Prendi un bel foglio di carta (bianco, colorato… del colore che preferisci).
  2. Posiziona il foglio in orizzontale davanti a te (è il modo più corretto da un punto di vista spaziale, non te l’hanno mai detto? Sicuramente però ti sarai accorto anche tu che non abbiamo gli occhi uno sopra l’altro, ma disposti in orizzontale)
  3. Ora è vuoto, ma presto sarà pieno delle tue idee e dei tuoi obiettivi… non male come idea vero? Alla fine dovrai aver riempito ogni spazio.
  4. Inizia dal centro: disegna te stesso, una tua caratteristica, qualcosa che ti piace o semplicemente scrivi il tuo nome (è ciò di più prezioso che abbiamo, ma adesso non c’è tempo per soffermarci su questo). Personalizza la scritta del tuo nome: molti si chiamano Marco, Luca, Elisa… ma sono uno è quel Marco, quel Luca e quell’Elisa specifici.
  5. Hai riempito circa 3x5 cm del foglio? Aggiungi colori, rilievi, decorazione e tutto quello che più ti piace.
  6. Adesso inizia il bello: fai dei rami, delle linee curve che partono dal centro (dal disegno che hai fatto) e vanno verso l’esterno, come dei raggi.
  7. Sopra a ognuno di queste linee scrivi un ambito della tua vita: famiglia, interessi, lavoro, studio, tempo libero, sport, formazione, ambizioni, progetti, viaggi…
  8. Inizia con 6 rami: 3 sulla parte sinistra e tre su quella destra del foglio. In questo caso dovrai scegliere gli ambiti più importanti della tua vita.
  9. Ora concentrati su un singolo ramo e aggiungici all’estremità degli altri rami più piccoli, sempre verso i margini del foglio.
  10. Qui dovrai scrivere tutti gli obiettivi, le mete, le idee che hai su quell’ambito e che vuoi raggiungere o migliorare. Per esempio: nel ramo formazione potresti aggiungere: corso di lingua (e specificare quale), master in…, laurea in…, corso di public speaking e così via.
  11. Quando hai fatto la stessa cosa per tutti i rami/ambiti della tua vita, avrai quasi finito. Aggiungi un ultimo ramo. Sarà quello dei VALORI.
  12. Scrivi su quest’ultimo ramo tutti i valori che per te sono importanti. (Se vuoi qualche dritta su questo argomento puoi vedere qui).

Ecco fatto. E’ tutto per il momento.

So che adesso avrai mille domande: a cosa mi serve? Perché ti ho fatto fare tutto questo? Come mi cambia la vita un foglio di carta?

Semplicissimo: se hai fatto un buon lavoro e sei stato sincero con te stesso, probabilmente ti sei accorto che alcuni ambiti della tua vita sono a zero (magari lo sport). Ecco da dove partire.

Prendi il foglio e mettilo in una parete che vedi spesso. Sarà la giuda per quest’anno.

Ah… una cosa in più: potrai sempre aggiungere nuovi obiettivi, modificare quello che hai scritto, fare un nuovo foglio, ma l’importante è che tu inizi subito a fare il primo passo verso la felicità. Se hai realizzato tutti i 12 punti sopra, allora lo hai già fatto. Continua così.

Adesso spazio ad un augurio speciale!

«Il mondo è di chi lo ama e sa meglio dargliene la prova» diceva François Xavier Nguyen van Thuân. Ama prima di tutto te stesso e metti a frutto ciò che ti è stato dato. Non passare solamente in questo mondo, ma dagli la prova della tua esistenza!

BUON ANNO NUOVO!

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale da Gente Nuova


E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

giovedì 9 dicembre 2010

I valori della vita

Il valori sono ciò che reputiamo più importanti. Apprezzare qualcosa significa darle importanza. Se vuoi capire cosa può essere un valore fai questo piccolo esercizio.

Pensa ad una persona che secondo te ha realizzato qualcosa di bello nella vita, una persona che ammiri, che puoi considerare un modello da imitare, da prendere come punto di riferimento.

Ok, questo è il primo passo. Ora devi farne un altro: domandati perché lo consideri un tuo modello. Qual è la sua caratteristica che più apprezzi, che vorresti avere?

Fatto anche questo? Adesso dovresti sapere che cosa è un valore. Sì, esatto. Proprio quella caratteristica che hai pensato: il coraggio, la costanza, la determinazione, la bellezza, la generosità… l’onestà, la disciplina, il rispetto

I valori sono le tessere di un mosaico che compone la nostra vita e le nostre scelte.

Chi conosce i propri valori e vive in base ad essi riesce ad essere felice e a realizzare ciò che vuole. C’è una grande forza nelle persone che conducono la propria esistenza con coerenza seguendo i propri valori. In questo modo anche le loro azioni sono un tutt’uno con la loro vita. La forza di prendere decisioni si basa sulla chiarezza dei valori.

Le persone che diventano modelli per gli altri sono spesso persone che hanno più riferimenti a proposito di ciò che conduce al successo, proprio perché hanno ben chiari i loro valori e su cosa puntare ogni giorno.

Quali sono i valori che vuoi che caratterizzino la tua vita e il tuo futuro? Non devi deciderli domani, ma oggi. Devi valutare bene quali sono i valori che reputi più importanti, quelli senza i quali non potresti vivere, perché essi segneranno quello che tu diventerai.

Josheph Wood Krutch diceva che “ogni volta che nasce un valore, l’esistenza umana assume un significato nuovo”.

Far nascere un valore in noi non significa solo pensarlo, rifletterci sopra…

C’è un momento in cui dobbiamo smettere di valutare ed entrare in azione. I valori devono essere praticati e tradotti in azioni. Queste devono essere azioni positive!

Sono i valori che fanno i geni, gli eroi e i santi.

Ecco la forza magnetica che hanno i valori nella nostra vita ed è per questo che puntiamo a “trasmettere una corrente positiva di valori tra i giovani”. Conoscere i nostri valori è essenziale per vivere rispettandoli e rispettandoci.

Se ti fa piacere nei prossimi post ogni tanto posso affrontare alcuni dei valori che reputo più importanti e che metto ai primi posti. Tu, intanto, pensa quali sono i tuoi e se ti va avanza qualche proposta ;-)

lunedì 6 dicembre 2010

L'ultimo regalo

"Il mio sogno era di avere un giorno felice e oggi l’ho avuto", ecco una delle frasi più belle del film “The ultimate gift” di Michael O. Sajbel. Un film ai più sconosciuto che vi consiglio di vedere, magari con gli amici, come ho fatto anch’io.

Il vecchio e ricco Howard “Red” Stevens (interpretato da James Garner) è morto. Il giovane e viziato Jason Stevens (alias Drew Fuller) è l'unico membro della famiglia, che apparentemente, non sembra ricevere una parte di eredità alla morte del nonno. Forse a lui è riservato il gruzzolo più grande…

Il “caro” vecchio nonno ha però indicato nel suo testamento un misterioso "ultimo regalo" per il nipote Jason, che gli sarà consegnato solo dopo aver completato 12 prove…

Tu cosa avresti fatto? Ti saresti lasciato scappare l’opportunità di incassare un assegno miliardario? Avresti abbandonato la sfida pensando in una misera parte di eredità? Avresti affrontato le 12 sfide solo per curiosità, per non darla vinta al nonno…?

Non so cosa avresti fatto tu, ma io avrei fatto come Jason. Avrei accettato e intrapreso la prima prova!

Ecco come inizia il film, Jason prende la prima busta e scopre che il primo dono è quello del lavoro. Per un ragazzo che non è mai nemmeno salito in un autobus sicuramente non sarà facile imparare che dobbiamo lavorare ogni giorno per ottenere la felicità, la motivazione, la tenacia e la perseveranza.

Molti sono gli insegnamenti, i “doni” che il nonno tramite le varie prove lascia al nipote.

  • I soldi non sono tutto nella vita, ci sono altri aspetti importanti per ottenere la felicità.
  • Si impara sempre da altre persone a prescindere dalla loro età, razza o classe sociale.
  • Ogni giorno si deve vivere intensamente, con amore e generosità, come se fosse l'ultimo giorno della propria vita.

In una società caratterizzata, come la nostra, dai consumi, con famiglie disgregate, dove gli interessi personali prevalgono su quelli degli altri, Jason scoprirà a valutare la vita per quello che è, a viverla con gioia, ad aiutare gli altri, a riconoscere quali sono i propri obiettivi e mettere tutto se stessi per raggiungerli.

Grazie alle persone che trova, tra le quali la piccola Emily (interpretata dalla simpaticissima Abigail Breslin), imparerà ad essere felice nonostante gli ostacoli, a pensare prima agli altri che a se stessi e a valutare il grande valore dell’amicizia (di cui abbiamo già parlato qui) e della lealtà.

Jason imparerà ad avere un sogno! Ecco quello che auguro a tutti voi, di avere un sogno, grande o piccolo che sia. Un sogno che metta insieme i valori più alti che possiate raggiungere, che vi faccia migliorare ogni giorno e che vi stimoli sempre a crescere. Ogni mattina, quando apro gli occhi, ho davanti a me il mio sogno! E tu?

mercoledì 1 dicembre 2010

Il potere della televisione

Si dice che Darryl Francis Zannuck, fondatore insieme a Joseph Schenck della 20th Century Fox, avesse un’unica certezza nel 1946: “la televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà subito di passare le serate a guardare dentro a una scatola di legno”.
Oggi si stima che il tempo trascorso dai bambini davanti allo schermo della TV è di circa 40 ore settimanali. Troppe per poter essere in accordo con la frase di Zannuck.

Nessuno oggi può negare la forza, la diffusione e l’influenza che ha la televisione sulla maggior parte delle persone e in modo particolare sui giovani. Ha provocato nell’arco degli anni degli sconvolgimenti nelle abitudini e nel modo di pensare della gente.

Un’immagine vale più di mille parole… pensa per un momento alle immagini che hanno lasciato un segno positivo nella tua memoria e in quella di milioni di persone grazie alla televisione: il tuo personaggio preferito dei cartoni, le grandi vittorie sportive, l’intervista ad un personaggio che ammiri…

La televisione è una finestra aperta sul mondo, aperta su un’infinità di mondi, vicini e lontani, reali o immaginari. Ha un potere magnifico dovuto alla sua immediatezza, alla profonda impressione che lasciano le immagini in ognuno di noi.

Il mondo si paralizzò il 20 luglio 1969 quando la trasmissione 25 ore sulla Luna, durata 28 ore consecutive in diretta televisiva via satellite, incollò alla televisione più di 500 milioni di persone. Nessuno avrebbe pensato ad un evento del genere quando l'ingegnere scozzese John Logie Baird diede dimostrazione della prima tv nel centro commerciale Selfridges di Londra il 25 marzo 1925.

La televisione permette di “calarci” nei panni di milioni di persone e trasmettere un messaggio chiaro e diretto, che a volte ha bisogno di poche spiegazioni. Pensa di avere questo incredibile strumento a portata di mano, di poter scegliere e realizzare un programma televisivo di successo. Puoi vedere la telecamera e sentire che guardi gli occhi di milioni di persone, uno ad uno…

Pensa di essere la voce e il volto di molti giovani che vorrebbero dare un messaggio di speranza, di libertà e pieno di entusiasmo… Che cosa diresti loro per trasmettere un messaggio positivo? Come faresti per trasmettere e far nascere in coloro che ti stanno guardando un valore?

giovedì 4 novembre 2010

Giovani e nuove tecnologie

(Questo post può essere letto da un “lettore normale” in circa 3 minuti: se non avete questo tempo “virtuale” passate direttamente all’elenco a punti…)

Avete mai pensato che differenza esiste tra un orologio con le tre lancette e quello con il display dove compaiono dei numeri? Una differenza notevole! Le tre lancette del primo orologio posso indicare uno qualsiasi degli infiniti punti della circonferenza del quadrante, nel secondo caso invece i numeri del display posso solamente indicare gli 86.400 momenti in cui possiamo suddividere un giorno (considerando i secondi).

Se avete capito questa differenza allora avete capito cosa significa analogico (primo caso) e cosa invece si intende per digitale. Semplice vero?

È proprio delle nuove tecnologie digitali che vorrei parlare in questo post… e come non parlare di questo argomento quando proprio in questo momento sto scrivendo la pc, ascoltando la musica con l’mp3, senza contare che pochi minuti fa ho ricevuto un sms e subito dopo ho fatto una telefonata con il mio cellulare. Anche voi in questo momento, se state leggendo questo post, vi trovate ad utilizzare una delle nuove tecnologie.

“Tecnologia” non significa solamente uno strumento, una macchina “neutrale”, ma qualcosa che provoca un cambiamento nella vita dell’uomo, nei sui comportamenti, nel suo modo di comunicare e nel suo modo di vedere se stesso.

“Nuove” non si riferisce al fatto che appare qualcosa che prima non c’era, ma che la tecnologia ha un carattere di novità, perché inserendosi nella vita di ognuno di noi, entriamo in simbiosi con essa, la ricomprendiamo e la vediamo come una protesi di noi stessi. Ecco che si viene a creare una nuova realtà: quella virtuale.

Oggi però la questione è molto più complessa (qualcuno di voi potrebbe dire “perché fino ad ora ti sembrava facile quello che hai scritto?”). Ci troviamo di fronte alla fusione di più forme, mezzi tecnologici e piattaforme: la tv passa per internet, l’internet passa per il telefonino e così via.

Il cambiamento provocato dalle nuove tecnologie sta entrando nella mente e nel cuore dei più giovani e ricordando che “ciò che passa per la testa, esce; ciò che passa nel cuore, mettere radici; ma solo ciò che si insinua nei sentimenti è ciò che realmente rimane e segna i valori esistenziali” possiamo analizzare insieme alcuni problemi di questo cambiamento.

Cercherò di fare un breve elenco di questi problemi:

1. Presentismo: le nuove tecnologie accentuano il presente. Dove si trova il meglio per ognuno di noi: nel presente o nel futuro? Cosa succede della storia? Del nostro passato?

2. Realtà o virtuale? La mente e il cuore, proprio come accade nel film Inception , si può confondere tra reale e virtuale. Cosa dà più soddisfazione: la realtà come la vedo e la “devo” vivere, che a volte è difficile e dolorosa, o la “realtà” virtuale che posso cambiare e manipolare a mio piacimento?

3. Tempo cronologico: possiamo vivere varie storie simultanee, vari “io”: qual è la nostra vera personalità allora?

4. Velocità, rapidità, simultaneità: non c’è spazio per la riflessione. Le informazioni ci arrivano così velocemente che non abbiamo il tempo di verificarle, di farne un’analisi critica… Eliot a suo tempo si domandava: “Dov'è la sapienza che abbiamo perduto nell'informazione?”

5. Tutto diventa un gioco: abituati come siamo a giocare con la rete, con i videogiochi, nintendo, playstation, rischiamo di vivere anche la nostra vita come un semplice gioco? Prendiamo lo studio, i rapporti affettivi come un gioco?

6. Tutto, subito e di tutto! Questo ci porta all’isolamento, all’individualismo, sottolineando come la rete e le nuove tecnologie sono il “Regno del pardosso”. Se da una parte promettono e permettono maggiori contatti, maggior comunicazione, non vediamo sempre più giovani chiusi in se stessi, con problemi affettivi e che non sanno rapportarsi serenamente con gli altri? Un autismo generalizzato?

7. Fretta del risultato: la così chiamata “sindrome del drogato”. Dobbiamo forse riscoprire il valore dell’attesa? Che ogni cosa ha un suo tempo di maturazione?

8. Tutto è mutabile: anche l’uomo non ha più nulla di fisso, nemmeno la sua natura. Se niente è più imprescindibile, tutto può cambiare… viene in mente anche a voi il relativismo che permea la società in cui viviamo?

9. Globalizzazione per tutti? È veramente così, oppure proprio chi avrebbe più necessità di questi mezzi, di queste risorse, viene direttamente escluso dalla comunità dei cibernauti?

10. Identità ed intimità: è veramente salvaguardata? La nostra vita sociale come sta cambiando? Siamo vicini ad una situazione di “ipercontrollo statale”, dove in qualsiasi momento possiamo essere controllati?

Mi fermo a 10, perché è un numero che mi piace. Voglio solo concludere dicendo che le nuove tecnologie comprendono qualsiasi ambito della nostra vita (salute, messaggi, acquisti e vendite, tempo libero, cultura…). Sono convinto che le nuove tecnologie siano una preziosa risorsa che noi giovani abbiamo tra le mani e non possiamo perdere questo potenziale, ma dobbiamo coglierlo e imparare ad utilizzarlo per promuovere una cultura di valori positivi.

Voi come utilizzereste le nuove tecnologie per trasmettere valori positivi?