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sabato 26 novembre 2011

Tu sei un miracolo?

Ci sono persone stravaganti a questo Mondo e Ali è sicuramente una di queste. Ci sono persone curiose in questa Terra e Ali lo è di certo. Ci sono persone che cercano risposte a tante domande, che amano la ricerca e i calcoli e anche questa volta Ali rientra in questa categoria. Ci sono persone che sbagliano e...

Tutto parte da una domanda: "Tu sei un miracolo?". Una questione certamente curiosa, che, in passato, nella mente di Ali Binazir aveva  avuto una risposta, piuttosto carina e interessante, in un racconto più o meno simile a questo: immagina un salvagente disperso in un oceano qualsiasi e che in uno dei vari oceani, ad una certa profondità, nuotasse una sola tartaruga. Bene, la possibilità che tu sia al Mondo, e che tu sia proprio te stesso, è simile al fatto che questa tartaruga emergendo dall'acqua, facesse spuntare la sua testina proprio al centro di quell'unico salvagente. Insomma, una probabilità molto, molto, molto remota.

Ok, sono certo che, anche senza questa storiella, tu stesso possa immaginare che la probabilità di nascere, in questo periodo storico, dai tuoi due genitori e di essere proprio come sei, sia estremamente piccola. Ma quanto piccola? Possibile, probabile o praticamente impossibile?

Ali Binazir stravagante e curioso come è, si incuriosì ulteriormente quando ad una conferenza Mel Robbins affermò che la possibilità di essere proprio te, era pari a uno su 400 mila miliardi. Ali ha pensato allora di mettersi a fare due calcoli (dico due perché è un modo di dire ormai consolidato, ma ti accorgerai che la cosa è un tantino più complessa). 

Per prima cosa è partito da un calcolo molto semplice, ossia capire quante probabilità avesse la solitaria tartaruga di centrare il salvagente. Calcolo facile effettivamente. La superficie degli oceani è stimata circa 340.000.000 km quadrati e il buco di un salvagente è circa 80 centimetri. I dati essenziali ci sono, il calcolo scontato, quindi possiamo dire che la probabilità è questa volta una su 700 mila miliardi.

Come? Non avevamo detto 400 prima? Adesso 700? Chi ha ragione? Robbins o la storiella? Queste sono probabilmente (qui non facciamo calcoli) le domande che sono passate per il cervello di Ali Binazir. Così anche lui si è messo ha fare sempre i soliti due conti per cercare di estrapolare una probabilità un po' più ragionata, che potesse rispondere alla domanda "Tu sei un miracolo?".

Sono abbastanza sicuro che il calcolo di Ali non sia proprio esatto. In misure come queste i fattori coinvolti sono veramente parecchi e le incognite possibili estremamente numerose. Comunque il calcolo ci fa capire una cosa che dice Ali stesso: "se si definisce miracolo un evento così raro da essere praticamente impossibile, abbiamo appena dimostrato che sei un miracolo".

Il calcolo nei suoi dettagli lo puoi seguire in questo bel poster, dove si afferma che la probabilità che tu esista, esattamente in questo momento e proprio così come sei, è pari a uno su 10 alla quasi tre milionesima potenza. Uno zero, seguito da tanti e tanti zeri, e molti ancora, con in fondo, un uno. Cioè tu!

Affascinante, non trovi? Incredibile, un vero miracolo!

L'unico "problema" è il fatto che tu esisti, che tu sei qui in questo preciso momento, in questo Mondo e proprio come sei. Un elemento questo che fa cadere e diventare sbagliata ogni statistica sulla tua ipotetica probabilità di esistere. La tua stessa presenza è un miracolo, ma non per il fatto probabilistico, ma per la tua unicità e il valore assoluto e inestimabile della tua persona. Il vero miracolo è il fatto che la tua presenza, qui, oggi e così come sei, non è pari ad un uno preceduto da tanti zeri. Se tu ci sei, significa che la probabilità è 1 o, se preferisci, il 100%. Tu ci sei punto e basta!

Il valore della persona umana non è quantificabile e nemmeno qualificabile. Non si può parlare di una somma concreta di denaro che equivalga alla vita di una persona e non si può nemmeno parlare di qualità di vita, confrontando vite con più o meno qualità. Ogni vita umana ha una quantità e qualità infinita. Non ci sono persone di serie A e persone di serie B, non farti ingannare da questi termini usati attualmente.

Tu sei unico, sei un miracolo e hai un valore inestimabile a prescindere da qualsiasi statistica, da qualsiasi calcolo, da qualunque qualità tu possa possedere o perdere... 

Sei unico e sei un miracolo, perché ci sei! Non dimenticarlo mai!!!

mercoledì 1 giugno 2011

Monique Van Der Vorst: ogni giorno è Natale!

"Per me ogni giorno è Natale!"

Ecco la frase che ho scelto per introdurre la storia di Monique. Una frase che lei stessa è solita dire e che ci fa capire che ogni giorno è un giorno speciale, pieno di opportunità e di speranza.

Facile se a dire questa frase è una campionessa che ha vinto diverse medaglie e che ha trionfato nello sport. Vero? Solitamente si dice così, per questo ho pensato di raccontarti la straordinaria storia di Monique Van Der Vorst.

Se non ne hai mai sentito parlare, adesso avrai capito che Monique è una sportiva. Proprio così, ha vinto 2 medaglie d'argento alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, è stata campionessa mondiale del faticosissimo Ironman alle Hawaii nel 2009... solo per citare qualche risultato.

Niente di straordinario? Lascia che ti racconti altre due cosette di Monique.
Classe 84, olandese, ha iniziato nell'ambito sportivo giocando a hockey. Sarebbe diventata una grande campionessa in questo sport, perché era veramente talentuosa, ma all'hockey ha dovuto rinunciare ancora adolescente, quando a causa di alcuni dolori alle gambe ha subito un intervento chirurgico.

L'intervento è andato, ma si è sviluppata una reazione inaspettata nel corpo di Monique. Prima ad una gamba (la destra), poi all'altra... e Monique è rimasta paralizzata in maniera "irreversibile". Ogni medico le diceva la stessa cosa: non sapeva dare una spiegazione alla sua malattia, ma era certo che la paralisi fosse irreversibile.

Per Monique, che all'inizio, pensava di poter recuperare l'uso delle sue gambe, è iniziata una nuova avventura, si è dovuta reinventare. Non si è data per vinta, si è concentrata con tenacia su ciò che aveva e ha smesso di pensare di ritornare a camminare, concentrando le sue forze e le sue speranza su questa nuova situazione fisica.

In questo modo è riuscita a vincere le medaglie d'argento a Pechino, partecipando alle Paraolimpiadi (le Olimpiadi per disabili) in handcycle, una bici che si pedala con le braccia.

Pensi sia finita qui? C'è ancora una sorpresa nella vita di Monique, un incidente... un nuovo inizio... un nuovo modo di vivere...

Dopo Pechino, la vittoria all'Ironman e altri successi in handcycle, Monique puntava le Paraolimpiadi di Londra del 2012, ma durante un allenamento, un ciclista si schianta addosso alla sua handcycle e la fa volare sull'asfalto... ancora un fortissimo dolore alla gamba...

Ancora un brutto colpo... ancora un'opportunità e una sorpresa...
Monique si accorge di aver sentito dolore alla gamba, quella stessa gamba che era paralizzata e insensibile. Una nuova speranza che presto si concretizza: inspiegabilmente Monique torna a camminare. Dopo 12 anni in carrozzina, Monique adesso deve ricominciare, non potrà partecipare a Londra 2012 con la sua handcycle, ma punta ad altro: "sogno tante cose, soprattutto desidero andare alle Olimpiadi a Rio de Janeiro nel 2016". Questa volta con le proprie gambe!

Una donna che non ha mai rinunciato, che ha sempre sperato, ha sempre vissuto ogni giorno come se fosse un giorno importante, come se fosse sempre Natale!

Concludo riportando questo testo che Monique presenta nel suo sito ufficiale:
"La mia vita è stata piena di sfide, dopo essere diventata disabile a 13 anni non ho rinunciato, ho guardato le opportunità per vivere la vita al massimo e sono diventata un'atleta professionista. Ho la missione di portare me stessa al livello più alto possibile. (...) Ma... tutto improvvisamente è cambiato."

Sono sicuro che Monique Van Der Vorst raggiungerà altri bellissimi traguardi e spero che anche tu possa trovare la stessa tenacia e determinazione di questa grande campionessa.

"La sua vita ha un valore educativo che credo sia importante diffondere il più possibile, soprattutto tra i giovani che praticano sport" Paolo Pizzi (Panathlon)